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 2003  gennaio 10 Venerdì calendario

Paolo Villaggio sa che morirà il prossimo 14 dicembre

Intervista a Paolo Villaggio: Come sarà il 2003? Io mi auguro di vederlo, perché una maga mi ha predetto che il 14 dicembre del 2002 morirò, per un ictus. Io ho già sistemato tutto, ma spero di esserci. Aspetta quel giorno facendo riti scaramantici? No e nemmeno prego: non credo in Dio, né a Padre Pio, o al Demonio. D’altra parte non ci credono neppure Rita Levi Montalcini o Margherita Hack. Allora come si prepara al 14 dicembre? Ho chiesto di essere cremato, ma visto che la lista d’attesa era troppo lunga sarò bollito a fuoco lento, con un’umiliante carota... E non spera niente per il prossimo anno? Come no. Mi auguro che non ci cada addosso un asteroide, come si vede in alcuni film di fantascienza. Mi dispiacerebbe scomparire lontano dai miei affetti, primo fra tutti Muso, il mio cane. E’ il suo unico cane? No, ne ho 4: Muso che è un labrador nero, poi c’è Bingo che è sempre un labrador ma biondo, Jolly, un cucciolo di labrador biondo bellissimo, e Barba una bastardina che appartiene a mia figlia. Allora non le dispiace di lasciare solo Muso... Muso è il mio favorito. Nell’elenco dei miei affetti, prima c’è mia moglie, poi Muso, poi mia figlia... Il cane prima della figlia? Beh sì, perché è più affettuoso, no? Poi mio nipote, mio figlio, il mio fratello gemello, che non vedo più da tanto tempo. E’ un matematico e anche lui ride degli scongiuri. Che cosa la preoccupa, oltre al meteorite? Non il buco nell’ozono, perché si sta restringendo, poi anche perché l’Occidente ha raggiunto una maturità. Penso invece all’India, alla Cina, al Brasile, dove se non decideranno di sterilizzarsi saranno cazzi, scusi la parola. Non sono preoccupato, in verità, perché avendo 80 anni son fuori dalla paura del boom demografico, della deforestazione, della scomparsa del panda di cui non mi frega niente considerato come stanno in Cina. Secondo me una delle cose essenziali da fare sarebbe insegnare il codice della strada, ai bambini napoletani che vanno in giro senza casco, per esempio anche picchiandoli, come fanno a Singapore che se uno sputa per terra gli danno 2 vergate. Poi bisognerebbe imporre delle regole dietetiche così che i bambini italiani non diventino come quelli americani: non solo combattere il fumo, ma anche le merendine. Pensa che queste cose capiteranno nel 2003? No, il 2003 non sarà molto lontano dal 2002. La politica italiana? Secondo me i girotondini hanno fatto danni alla sinistra. Perché? Perché un attore è salito in cattedra e con un linguaggio da massaia ha detto che i politici sono stronzi, che la sinistra ha perso per colpa dei baffi di D’Alema e perché Rutelli è un bell’uomo. Così ha tolto l’autorità ai politici, è il momento storico che va valutato. Sennò sono tutti stronzi: quelli che vanno in giro senza casco, quelli che credono a Padre Pio. Altre speranze? Che il Papa dica che non riesce più a stare in piedi. Ma era un contadino polacco, non rinuncerà mai a ciò che ha raggiunto, a meno che non lo avvelenino. Spero che al suo posto facciano un papa giovane, efficiente, quadrilingue, nero. Perché è nera la maggior parte del mondo. Anni fa i tedeschi avrebbero voluto eliminare i neri dicendo che sono inferiori, ma sono una razza superiore, hanno prestanza fisica. Non mi piacerebbe un papa italiano, invece, che al massimo saprebbe parlare in romanesco... Spero poi che Bush non faccia una guerra infernale, anche perché gli americani vivono costruendo armi. Spero che qualcuno uccida Saddam, oppure che gli ispettori vedano che in Iraq non c’è quello che dice Bush. Se ci sarà la guerra, il terrorismo sarà l’arma dei poveri, l’unica arma contro l’imperialismo americano. Personalmente, cosa spera? Che l’Italia vinca almeno i Campionati europei. Ha visto l’Italia eliminata ai Mondiali? Certo, ero a casa, con Muso, mio figlio e mio nipote, e mi sono annoiato. Devo dire che uno dei ricordi più belli è legato ai Mondiali dell’82. Ha festeggiato? Sì, sono sceso con la plebaglia in strada, vestito con il tricolore. Perché io sono snob e stronzo, ma quella volta mi sono commosso. Così per il 2003 vorrei che l’Italia vincesse gli Europei, che Inzaghi facesse 9 gol.. Per quale squadra tifa? Purtoppo per me, per la Sampdoria. Il mio anno felice è stato nel 1991. Adesso segue il Campionato? No, non ce la faccio. Prima era una partita a settimana, adesso sono 8 e chi ce la fa? Poi in tv c’è la Ventura che si sbraccia. Adesso c’è questo connubio di strafighe e calcio. Cosa pensa di fare per le feste, a parte la previsione? Vorrei andarmene nella bellissima Corsica, dove ho una casa. Che panorama si vede dalla sua villa della Corsica? E’ bellissimo, si vede tutta la Sardegna. A proposito, sa cosa vorrei abolire? Dica Le vacanze di agosto, il presenzialismo, l’andare in un posto solo per vedere chi c’è. Sui giornali si vedono le tette di una e il culo di un’altra e tutti che vanno lì per vedere. Tra l’altro vorrei che si costruissero più linee ferrate, perché d’estate è una noia vedere in tv le code di auto. Ma magari le linee ci sono pure, sono i treni che sono pericolosi. Pensi che in Giappone ho preso un treno che va a 500 chilometri orari. Noi italiani siamo dei cialtroni. Anche nella tv, per esempio, oggi non si dice più: ”Mi hai visto, come è andata?”, ma ”Quanto ha fatto, di audience?”, capisce?. E’ la cultura americana del quanto e non del come. Io vorrei che crollasse questa cultura americana, il presenzialismo, che io ho peraltro, ma che mi dà fastidio vedere in giro, come un riflesso ingigantito di me. E nel 2003 si avvia questo processo? Macché, ci sarà un peggioramento. Per cui resta solo da sperare nel meteorite di cui le dicevo o che la Chiesa porti una nuova morale e il rispetto delle leggi. Basterebbe che quel nuovo Papa leggesse il Discorso alla Montagna, c’è tutto. Ma non pensa che questo rinnovamento possa arrivare dalle forze civili? In realtà sì, ma siamo ancora infarciti dalla cultura cattolica. Se capitasse non sarebbe necessario che io stessi qui a sperare la scomparsa del presenzialismo, o la vittoria agli Europei. Farà dei regali? Non mi piacciono, ma vedo i miei che mi guardano con occhi vogliosi, mi significano che li vogliono. Poi mi piace vedere gente, bambini e cani sotto l’albero. Fa anche il presepe a casa sua? No, lo facevamo quand’ero piccolo. Ho certi ricordi legati al presepe... Del tipo? Con mio fratello lo preparavamo sotto un tavolo. Mi ricordo un Natale, c’era una diciannovenne che per guardarlo si chinava e io lì che vedevo può immaginare cosa... Poi ho un altro ricordo legato al presepe: mio padre aveva comprato i pupazzetti di marzapane e una sera che aveva bevuto un bicchiere di troppo si mangiò il bambinello. Uno spettacolo truce. Chi sarà il personaggio del 2003? Se muore, il Papa. Se vinciamo gli Europei, Totti. Se mantiene le promesse, Berlusconi. Un buon proposito per il prossimo anno? Dimagrire, che fa sempre bene. Si vive di più. Non mi aspetto novità dalla vita, ma sono egoista e se dovessi accorgermi che sto per morire invocherei il meteorite. Mal comune...