10 gennaio 2003
Intervista a Gianfranco Vissani: Come sarà il 2003? Vedo che la gente è come bloccata per la paura della guerra, paralizzata
Intervista a Gianfranco Vissani: Come sarà il 2003? Vedo che la gente è come bloccata per la paura della guerra, paralizzata. Anche all’euro, ancora non siamo pronti, c’è più popolino che popolo. Ci sono gli aumenti dei prezzi e la ristorazione si sta abbassando. Si spende poco anche in Francia. Secondo me nel 2003 ci sarà un ripescaggio delle tradizioni lasciate con l’abbandono delle campagne. Io sono favorevole all’innovazione, ma credo che si comincerà a capire la vera portata delle mode, di Internet, della cucina giapponese. Noi siamo sempre italiani, avremo sempre la burrata e la cassoeula, insomma capiremo che ci piace ancora la pasta e che la globalizzazione ci ha distrutto il palato. Ci sarà la riscoperta della semplicità, delle trattorie. E basta con questi wine bar e sushi bar. L’innovazione arriverà tenendo i piedi per terra, ben piantati nelle tradizioni. L’Italia ha tanti territori, tante microproduzioni, ci sarà la riscoperta della diversità. Quale sarebbe il suo sogno per il 2003? Mi piace immaginare gente raccolta in belle trattorie, dove si sente il calore umano, piene di libri, sculture, strumenti musicali e naturalmente buon cibo, legato alle nostre tradizioni più semplici. Cosa si augura per il 2003? Spero che ci sia la serenità nel mondo, la pace, che tutti possano apprezzare il piacere della vita. Mi piacerebbe poter far mangiare chi non può. Cosa spera non le capiti? Le malattie. Un buon proposito per il prossimo anno? Aprire una scuola di cucina per i ragazzi. Cosa leggerà? Il mio libro, che è uscito il 15 novembre. Chi sarà il protagonista del prossimo anno? Proprio non saprei. Credo comunque che per emergere si faranno carte false. Quale categoria vorrebbe veder scomparire dalla faccia della terra? Ce ne sono tante, ma poi ci rifletto e mi dico che ognuno ha il suo carattere... Cosa farà per le feste? Lavorerò. Cucinerò il pranzo di Natale. Può farci delle anticipazioni? Sto studiando dei piatti basati sui profumi natalizi. Un regalo che le piacerebbe ricevere? Credo che il regalo più bello sia la vita. Che cosa invece regalerà? Mi piace regalare fiori, ma non regalerò le onnipresenti stelle di Natale, che inoltre non sono della nostra terra. Invece penso proprio che regalerò un mazzo di ortaggi colorati: carciofi, cavolo nero, insalata cappuccina... Dov’era quando l’Italia è stata sconfitta ai Mondiali? Ero in Giappone, avrei dovuto cucinare per loro, ma non sono venuti perché hanno perso. Lo sa che io non guardavo nemmeno le partite, prendevo la macchina e me ne andavo in giro. Mi prendeva un’ansia... Ho visto quanto soffrono i giocatori quando perdono e so che in novanta minuti può succedere di tutto, non mi piacciono le critiche dei giornalisti. Albertini, poi, è anche un grand gourmet.. Chi vincerà lo scudetto? Sono milanista: vincerà il Milan. Seguito da Inter, Juventus e Roma.