Libro Vespina "Come sarà il 2003";, 10 gennaio 2003
Intervista a Stefano Zecchi: Come sarà il 2003? "Sarà l’anno della politica internazionale. Saremo tutti condizionati dalle scelte che saranno prese in quell’ambito
Intervista a Stefano Zecchi: Come sarà il 2003? "Sarà l’anno della politica internazionale. Saremo tutti condizionati dalle scelte che saranno prese in quell’ambito. Sarà anche un anno decisivo per l’economia. In ogni caso sarà l’America a dettare le regole". E la borsa? "Non me ne intendo molto. Sono piuttosto diffidente rispetto alla borsa, di solito non ci metto mai una lira. Fosse per me l’avrei affossata da anni. Preferisco investire nei BOT e continuerò a farlo. Preferisco risparmiare". E la polemica tra governo e opposizione? "Anche in questo caso, lo scontro tra governo e opposizione risentirà delle influenze in politica internazionale. La critica della sinistra al governo si svolgerà secondo le linee della politica internazionale". Un protagonista del 2003? "La Germania. Berlino sta diventando un’importante capitale culturale, da un punto di vista architettonico, musicale (basta pensare a tutte le filarmoniche che ci sono) e Schroeder, anche se sembra paradossale, esce molto forte da questi anni di governo, basta pensare all’alleanza con la Francia". Protagonista del 2002? "Secondo me Putin è stato quello che ha catalizzato l’attenzione più di tutti. Per il resto mi è sembrato un anno di contenimento che non ha presentato grandi figure. Continua a dominare quella del pontefice che resta il centro della spiritualità mondiale". Che si augura per sé nel 2003? "Stare bene in salute, è una banalità ma quando viene a mancare ci rendiamo conto della sua importanza. E poi visto che sono stato nominato Presidente dell’Accademia delle Belle Arti di Brera mi auguro di ricevere il sostegno necessario per restituire all’accademia qull’importanza che ha sempre avuto nella cultura europea. Infine sto scrivendo un libro...". Su cosa? "Sono superstizioso, preferirei non parlarne, le posso solo dire che devo consegnera all’editore (Mondadori) entro giugno e che uscirà il prossimo autunno". Un libro che vuole leggere? "Di recente ho scoperto la grandezza di Victor Hugo. Grazie alle vendite del ”Corriere della Sera” mi sono riletto ”Notre Dame” che avevo letto a 18 anni e avevo trovato pedante, lezioso. E invece ho scoperto che è uno scrittore grandioso. Mi piacerebbe fare un corso universitario sul romanzo di Hugo per mostrare come la narrativa proietti luce sulla realtà in un periodo delicato come questo in cui entra nella modernità". Programmi per Natale e Capodanno? "Di solito durante l’anno vado in India, a Calcutta, a tenere delle lezioni. Quest’anno non ci sono potuto andare perché in quel periodo c’era il pericolo della guerra con il Pakistan. Così ci andrò tutto il periodo di Natale da metà dicembre a metà gennaio, terrò anche delle lezioni sulla storia dell’arte occidentale moderna". Regali ne farà, ne riceverà? "Direi che non sono al centro dei miei interessi. E comunque ho una visione piccolo borghese del regalo cioè deve piacere ed essere utile allo stesso tempo. Non sono dell’idea che il regalo debba essere trasgressione. Utili e d’alta qualità, ad esempio mi piace regalare oggetti d’antiquariato, d’artigianato che evochino in qualche modo il mondo dell’arte a cui appartengo". Come si vestirà durante le feste? "Guardi, io ormai ho la mia divisa: Lacoste scura, giacca intonata al colore della Lacoste di solito blu e nel taschino un foulard o una cravatta che indosso se mi invitano da qualche parte in cui serve". Chi lo vince lo scudetto? "Il Milan, io sono tifosissimo". Allora è una speranza più che una previsione? "Una speranza basata su molti elementi concreti". Cosa facevo quando l’Italia bla bla bla "Guardavo la partita e mi sono molto dispiaciuto. Però non ho sparato a zero su Trapttoni perché lo conosco, è simpaticissimo e io le persone che mi stanno simpatiche le difendo sempre anche quando hanno torto". Una categoria che eliminerebbe? "I critici d’arte. Fanno molto male alla libertà d’espressione dell’artista. Eliminerei i critici d’arte di tutti i generi, letterario, musicale, pittorico. Però siccome non si può eliminarli, allora eliminerei i loro pezzi dalle pagine dei quotidiani e dei settimanali".