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 2003  gennaio 10 Venerdì calendario

Intervista a Luigi Abete presidente della Banca Nazionale del Lavoro: Cresciamo poco? "Sì, è un anno, dal punto di vista economico, a crescita debole

Intervista a Luigi Abete presidente della Banca Nazionale del Lavoro: Cresciamo poco? "Sì, è un anno, dal punto di vista economico, a crescita debole. Un crescita debole lunga che non riguarda solo il 2003, ma andrà ben oltre. In altri termini: per un lungo periodo non avremo né recessioni né trend di sviluppo".  un guaio. Lei è più pessimista degli altri. "Le ragioni di questa lunga difficoltà sono tre. Prima ragione: il processo di globalizzazione ha superato il punto di non ritorno. Là dove si crea un’area di sviluppo potenziale, lì si concentra rapidamente tutta l’offerta della globalizzazione. Se l’offerta corre tutta in un punto, tralascia le altre zone del pianeta e in qualche modo le penalizza. Lo sviluppo forte sta tutto concentrato nelle aree del Secondo mondo e sarà così per molti anni. Il resto del mondo, che ha già raggiunto una fase di sviluppo – diciamo così – matura è costretto a restare ai margini, a vivere senza sbalzi né in su né in giù". Noi siamo quelli. "Esattamente. La seconda ragione riguarda l’incertezza politico-sociale. Punte del fanatismo ideologico e del banditismo organizzato renderanno il quadro complessivo incerto a prescindere dagli eventi. La guerra non porrà fine alle tensioni come comunemente si crede perché la conflittualità, in una fase di crescita che ha le caratteristiche attuali, è strutturale. Ci sarà la guerra in Irak e alla fine della guerra la conflittualità riprenderà in altro modo. Questa è l’altra faccia del processo di globalizzazione: non tutti quelli che si incontrano si tollerano. Questo frena sia l’impresa che investe sia il cittadino che deve consumare". La terza ragione. "La globalizzazione, cioè la rete, ha favorito il seguente processo: si soddisfano le medesime esigenze con un livello di domanda più modesto. Cioè la tecnologia oggi permette di ottenere una migliore qualità a un prezzo più basso. Significa che il modello dell’occupazione sarà diverso e che sarà diverso il rapporto tempo di lavoro/tempo libero. Questo fa sì che il primo mondo avrà nei prossimi anni un trend di sviluppo oscillante tra lo 0,5 e il 2 per cento. Chi ha chiaro il quadro reale della situazione procederà con prudenza e la differenza sarà tra chi capisce la situazione e chi non la capisce. Il bravo imprenditore dovrà procedere con prudenza, ma tenendo lo sguardo in alto". Le faccio tanti auguri. "Anche a lei".