Sebastiano Grasso, "Corriere della Sera" 14/4/2003 pagina 31., 14 aprile 2003
Il primo febbraio del 1916 a Zurigo, Hugo Ball, scrittore e regista teatrale, «eternamente vestito di nero come un prete», propose a un oste della Spiegelgasse di cedergli una saletta per farne un cabaret letterario
Il primo febbraio del 1916 a Zurigo, Hugo Ball, scrittore e regista teatrale, «eternamente vestito di nero come un prete», propose a un oste della Spiegelgasse di cedergli una saletta per farne un cabaret letterario. Quattro giorni dopo nacque il "Cabaret Voltaire". Molti gli eventi ricordati da Ball: madame Hennings e madame Leconte «che cantarono canzoni francesi e danesi»; il signor Tristan Tzara «che recitò versi romeni»; un’orchestra di balalaica «che suonò stupende danze e canzoni popolari russi». Seguirono serate francesi con Apollinaire, Jacob, Jarry, Laforgue, Rimbaud. Il 30 marzo «presentammo una meravigliosa musica negra: boum boum boum-drabatia mo bbonoooooooooooooooooooo». Tzara declamava, «cantava e parlava in francese, pur potendo farlo benissimo in tedesco, e interrompeva le sue esibizioni con urla e singhiozzi e fischi. Campanelli, tamburi, campanacci da micca, colpi sul tavolo e su ceste vuote animavano la ricerca violenta di un linguaggio nuovo». Quasi di fronte all’osteria viveva Lenin, al lavoro sui "Quaderni filosofici", e quando la cagnara del Cabaret diventava insopportabile, chiamava sempre la polizia elvetica, infuriato.