Lucio Caracciolo, ཿla Repubblica 11/4/2003, 11 aprile 2003
Le leadership americane detestano il nation building «sicché le loro vittorie militari tendono a trasformarsi in durature conquiste politiche quando si tratta di occupare/liberare paesi abbastanza radicati, stabili e omogenei, dalla Germania al Giappone all’Italia
Le leadership americane detestano il nation building «sicché le loro vittorie militari tendono a trasformarsi in durature conquiste politiche quando si tratta di occupare/liberare paesi abbastanza radicati, stabili e omogenei, dalla Germania al Giappone all’Italia. Sulla formidabile spinta americana, Stati di corposa sostanza storica riescono presto ad amministrarsi da soli. E restano legati da mille fili alla superpotenza di riferimento. I problemi nascono con i territori instabili, con gli Stati abortiti. Qui le armi a stelle e strisce conquistano spazi che spesso si rivelano troppo complessi e costosi per i contribuenti americani. Dunque per il presidente che ne è eletto» (Caracciolo).