Giorgio De Rienzo, ཿCorriere della Sera 9/4/2003, 9 aprile 2003
Secondo quanto spiega l’antropologo Franco La Tecla, in occidente la fase di innamoramento è codificata da rituali quasi fissi (approccio, corteggiamento, seduzione), mentre nel momento della separazione ogni ritualità scompare «e tutto diviene ostentazione squallida e volgare di una realtà che offende e nega ciò che ha alimentato la storia d’amore»
Secondo quanto spiega l’antropologo Franco La Tecla, in occidente la fase di innamoramento è codificata da rituali quasi fissi (approccio, corteggiamento, seduzione), mentre nel momento della separazione ogni ritualità scompare «e tutto diviene ostentazione squallida e volgare di una realtà che offende e nega ciò che ha alimentato la storia d’amore». Assai più evolute, sotto questo aspetto, le tribù nigeriane che coinvolgono gli amanti abbandonati in un complesso e pubblico percorso consolatorio, fatto di canti, musiche, pratiche di guarigione. Tra i Tuareg, popolo nomade al confine tra Sahara e Maghreb, all’indomani dell’abbandono si organizza un’autentica ”festa del divorzio”, per «portare chi ha perso un amore a trovarne un altro».