mm, 14 aprile 2003
COLLOTTI
COLLOTTI PISCHEL Enrica. Nata a Rovereto il 23 giugno 1930, morta a Milano l’11 aprile 2003. Sinologa. «Il suo nome evoca a generazioni di studiosi la storia e la realtà dei Paesi dell’Estremo Oriente. Per misurare il valore di cui godeva a livello mondiale, basta questo episodio: quando negli anni Sessanta l’editore Einaudi decise di pubblicare la traduzione del capolavoro di Edgar Snow, fu lo stesso autore, grande giornalista statunitense, a chiedere che l’edizione italiana di Stella Rossa sulla Cina fosse curata da questa ancora giovane storica, che si era già fatta un nome fin da quando, nemmeno trentenne, aveva dato alle stampe Le origini ideologiche della rivoluzione cinese, nel 1959. E così, per oltre un quarantennio, le complicate, spesso drammatiche vicende di quell’immenso Paese dell’Asia orientale troveranno nella Collotti Pischel un’osservatrice costante e un’interprete sagace. Un’influenza decisiva nella sua formazione l’aveva avuta dalla famiglia: figlia unica, il padre Giuliano, avvocato e scrittore, era stato amico di Gobetti e dei Rosselli, prima di diventare un esponente di spicco dell’azionismo milanese (con Paggi, Valiani, Boneschi); la madre era una storica dell’arte, sensibile e acuta. Quell’ambiente, carico di ”virtù civili”, insieme all’impronta che le aveva dato l’ambiente della Statale di Milano negli anni universitari (specie con Antonio Banfi), avrebbe rafforzato in lei l’idea che il lavoro dell’intellettuale va sviluppato anche con un forte impegno, a fianco di quanti soffrono e lottano per il proprio riscatto. In questa prospettiva, l’approfondimento dei problemi storici, politici, economici e sociali del mondo cinese - e più in generale, dei popoli afro-asiatici - è diventata la ”costante” della sua attività, dapprima come esperta dell’Ispi di Milano (l’Istituto per gli studi di politica internazionale, dove ebbe un maestro in Giorgio Borsa) e poi come docente universitaria (ha insegnato alla Statale di Milano, dopo le esperienze negli atenei di Torino e di Bologna), e come autrice di testi, che si sono segnalati nella storiografia contemporanea: La rivoluzione ininterrotta, Storia della rivoluzione cinese, L’India oggi, Dietro Tian An Men, Storia dell’Asia orientale 1850-1945, Capire il Giappone, fino a La Cina. Se molti hanno imparato a conoscere, fuori dagli opposti clichés di una propaganda (arrogante) o di una polemica (astiosa), la complessa figura di Mao, la sua politica, gli sforzi compiuti, e i perché di una rivoluzione ”epica e miracolosa”, capace, nonostante errori e contraddizioni, di ”fare di un paese antico uno dei protagonisti della vicenda politica contemporanea”, lo dobbiamo alle capacità e al coraggio intellettuale con cui Enrica Collotti Pischel ci ha aiutato a guardare oltre i confini dell’Occidente» (Arturo Colombo, ”Corriere della Sera” 12/4/2003).