(ཿInternazionale 4/4/2003), 4 aprile 2003
La fabbrica di giocattoli giapponese Takara è riuscita a evitare il fallimento grazie a un’idea di Keita Satoh (il figlio del fondatore Yasuta): giocattoli che possano essere venduti a chiunque
La fabbrica di giocattoli giapponese Takara è riuscita a evitare il fallimento grazie a un’idea di Keita Satoh (il figlio del fondatore Yasuta): giocattoli che possano essere venduti a chiunque. La svolta arrivò col cellulare a forma di banana (150 mila esemplari venduti). Molto successo anche per le riproduzioni a grandezza naturale delle automobiline prodotte in passato (che si possono usare per strada grazie a un motore elettrico): i primi 99 esemplari, venduti a 10.000 euro l’uno, sono spariti dai negozi. Oggi i prodotti di punta sono il traduttore uomo-cane; il portafazzoletti parlante; la telecamera di sicurezza (che segue i movimenti degli intrusi ma non è collegata a nessun monitor e non registra niente) e il vecchietto-sveglia (quando è ora di alzarsi si cala dal soffitto e comincia a urlare come un forsennato).