Varie, 10 aprile 2003
PAPPANO
PAPPANO Antonio Londra (Gran Bretagna) 30 dicembre 1959. Direttore d’orchestra. Dall’ottobre 2005 sarà direttore dell’Accademia di Santa Cecilia • «Cresciuto negli Stati Uniti, spicca tra i maestri del podio più dotati e internazionalmente richiesti della sua generazione. Dopo una lunga esperienza come assistente di Barenboim al Festival di Bayreuth, ha meritato due nomine come direttore musicale stabile: prima all’Opera di Oslo, poi al Théâtre Royal de la Monnaie di Bruxelles, dove ha diretto un repertorio molto ampio di titoli operistici, da Mozart al Novecento. Nel ’99 è stata annunciata la sua nomina come direttore musicale della Royal Opera House Covent Garden di Londra, e nello stesso anno ha debuttato a Bayreuth in una nuova produzione di Lohengrin. Molto intensa e diversificata anche la sua attività sinfonica, come direttore ospite delle migliori orchestre del mondo: dalla Chicago Symphony ai Berliner Philarmoniker, dalla Los Angeles Philharmonic alla Boston Symphony, dalla London Symphony alla Cleveland Orchestra. Nel ’97 è stato nominato direttore ospite principale della Israel Philharmonic. Vive a Londra con sua moglie, la pianista americana Pamela Bullock [...] ”Sono figlio di un cantante, e da bambino accompagnavo gli allievi di mio padre al pianoforte. Poi sono stato assistente di Barenboim a Bayreuth per sei anni. un musicista straordinario, che fa crescere i suoi collaboratori, stimolandoli a rischiare. Nell’87 ho diretto la mia prima opera, una Bohème a Oslo, e a 32 anni è arrivata la nomina a Bruxelles. Ma il più poderoso calcio in avanti della mia carriera è stata una nuova produzione del Siegfried alla Staatsoper di Vienna, nel ’93, quando fui chiamato all’ultimo momento a sostituire Christoph von Dohnànyi. Era il mio primo Wagner, il mio debutto a Vienna, la mia prima volta con i Wiener Philharmoniker. Un rischio pazzesco. Eppure è stato un successo [...] Si può imparare la tecnica. Ma la forza musicale e il gesto che esprime un pensiero sono un dono. vero che il direttore deve possedere autorevolezza, oltre che conoscenza della partitura e comunicativa. Ma l’autorità viene dalla musicalità e dal talento, non dalla voce forte. Detesto imporre un clima di terrore [...] Negli ultimi anni ho diviso equamente la mia attività tra musica sinfonica e opera, dirigendo dieci programmi sinfonici all’anno. Ho un repertorio sinfonico molto ampio, diciamo da Bach a Ligeti: c’è un’immensa curiosità che mi guida. E ho stabilito ottimi rapporti con orchestre come la London Symphony, la Filarmonica d´Israele e la Filarmonica di Berlino, che mi ha invitato a tornare nel 2005. Un’immagine sintetica per descrivere il mio mestiere? Forse quella di un ricettore: una specie di filo elettrico che fa passare la musica attraverso di sé, per poi trasmetterla ai musicisti. a loro che spetta comunicarla al pubblico [...] Più che modelli, ci sono stati direttori che mi hanno motivato e stimolato: Furtwängler per la profondità espressiva, Toscanini per l’incredibile energia ritmica, Kleiber per la mercurialità impressionante. Ma per carità, niente confronti: io sono quello che sono, semplicemente me stesso”» (Leonetta Bentivoglio, ”la Repubblica” 9/4/2003).