Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2003  aprile 08 Martedì calendario

Rodolfo Valentino, figlio di una dama di compagnia e un veterinario fissato con l’araldica, nato a Castellaneta (Taranto), nome di battesimo Rodolfo Anselmo Raffaello Pierre Filiberto Guglielmi

Rodolfo Valentino, figlio di una dama di compagnia e un veterinario fissato con l’araldica, nato a Castellaneta (Taranto), nome di battesimo Rodolfo Anselmo Raffaello Pierre Filiberto Guglielmi. Aspirante allievo all’Accademia Navale, fu scartato per insufficienza toracica (un pollice in meno,«volevo morire»), e finì per diplomarsi perito agrario a Genova (sei e mezzo in condotta). Emigrato in America a 18 anni, prima di raggiungere la fama fece lo sguattero, lo spazzino, il giardiniere. Possedeva un solo abito, si lavava alle fontane pubbliche, asciugandosi con carta di giornale trovata tra i rifiuti. Arrivò ad Hollywood grazie al suo periodo da gigolò. Dopo un primo matrimonio finito nel giro di un mese, sposò in Messico, nel 1922, Natascia Rambova, scenografa non priva di talento, bella, stravagante, figlia di un grande produttore di cosmetici, prepotente, petulante terribilmente snob, «che lo stregò più di quanto lui riuscisse a stregare le sue fan». Lei, bisessuale, prese a sperperare con allegria i soldi di lui, pur disponendo di un cospicuo patrimonio personale. Tra l’altro, lo costrinse a donarle una dimora «degna di Semiramide», che ribattezzò «il nido del falco», una muta di poliziotti alsaziani e superbi esemplari di cavalli arabi, sei auto di lusso, uno yacht. Indebitato per centomila dollari, l’attore si fece trascinare dalla di lei passione per lo spiritismo e si ritrovò a fare il medium «fra evocazioni di defunti e bolle d’ectoplasmi». La Rambova lo lasciò dopo che aveva osato tagliarsi la barba che gli aveva imposto, per un film che non si sarebbe girato mai.