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 2003  aprile 08 Martedì calendario

Coschignano Maria Pia, di anni 35, riccioli biondo cenere, assai carina, infermiera professionale. Figlia della guardia municipale di Alice Castello, Vercelli, aveva abbandonato il paesello per andarsi a sposare in Lombardia con Facini Antonio, di anni 37, carabiniere in servizio presso il nucleo radiomobile della stazione di Menaggio (Como)

Coschignano Maria Pia, di anni 35, riccioli biondo cenere, assai carina, infermiera professionale. Figlia della guardia municipale di Alice Castello, Vercelli, aveva abbandonato il paesello per andarsi a sposare in Lombardia con Facini Antonio, di anni 37, carabiniere in servizio presso il nucleo radiomobile della stazione di Menaggio (Como). Due anni e mezzo fa, però, abbandonato il marito, era tornata sulle sue colline insieme al figlio Alessandro, di anni 4. Da allora viveva a casa della madre, Ciottolo Coschignano Pasqualina, di anni 54, impiegata alla ”Zincocelere” di Cavaglià. S’era trovata pure un altro uomo, Pisani Gianluca, di anni 38, commerciante di impianti elettrici a Santhià, che per far l’amore un po’ più comodi s’era trasferito da lei. L’altra sera, come al solito erano tutti riuniti davanti alla televisione, tranne il bimbo, che dormiva nel suo letto. A un certo punto piombò in salotto il Facini, portandosi appresso la stessa faccia torva che aveva da quando era stato lasciato e che l’aveva costretto a prendersi un congedo dai carabinieri per curarsi i nervi. Costui, non potendo accettare d’esser solo, convinto che la Coschignano gli sottraesse il figlio, sparò e uccise l’ex suocera, l’ex moglie e il rivale. Poi andò in camera dal bambino e se lo portò via: lo lasciò ad Almese (Torino), dal cognato, poi si costituì. Nella notte di mercoledì, tra campi e peschi in fiore, lungo la strada che da Alice Castello porta al lago Viverone, Vercelli.