(Cristina Taglietti, "Corriere della Sera" 28/3/2003), da pag.8, 28 marzo 2003
Resistenza. Secondo gli studi condotti dagli psichiatri americani durante la Seconda guerra mondiale, il limite di resistenza psichica dei soldati più motivati (circa il 2 per cento) era di 60 giorni, se impegnati in combattimenti continui, dai 200 ai 240 per chi si trovava nelle retrovie
Resistenza. Secondo gli studi condotti dagli psichiatri americani durante la Seconda guerra mondiale, il limite di resistenza psichica dei soldati più motivati (circa il 2 per cento) era di 60 giorni, se impegnati in combattimenti continui, dai 200 ai 240 per chi si trovava nelle retrovie. Attualmente, in base agli studi di Randall Marshall, direttore del reparto di ricerca sui traumi della clinica psichiatrica di New york, bastano due o tre settimane di battaglia per produrre effetti devastanti sulla mente dei militari.