Giuseppe Marcenaro, "La Stampa -Tuttolibri" 15/3/2003, pagina 11., 15 marzo 2003
Secondo Ernst Delahaye, amico della fanciullezza a Charleville e suo primo biografo, Arthur Rimbaud, poeta senza fissa dimora, aveva biglietti da visita che si era fatto stampare a Stoccarda
Secondo Ernst Delahaye, amico della fanciullezza a Charleville e suo primo biografo, Arthur Rimbaud, poeta senza fissa dimora, aveva biglietti da visita che si era fatto stampare a Stoccarda. "Le cartes de visite" erano necessarie per presentarsi come precettore in qualche famiglia facoltosa che vesse ragazzini cui impartire lezioni di francese e inglese. Sui cartoncini, soltanto il nome, a cui di volta in volta, Rimbaud avrebbe aggiunto il proprio domicilio. Unico indirizzo italiano: "39. Piazza del Duomo, terzo piano. Milano". Ma l’ndicazone potrebbe essere anche lo scherzo di un burlone.