Emanuele Scarci, ཿMondo Economico N.6;, 1 gennaio 1997
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La Nike ha firmato un contratto di sponsorizzazione con la nazionale di calcio brasiliana da 200 milioni di dollari, circa 320 miliardi di lire, per i prossimi dieci anni. La Reebok ha sborsato 38 milioni di dollari per incollare il proprio simbolo sulle magliette del Liverpool. L’Adidas ha pagato 40 milioni di dollari per sponsorizzare i mondiali di calcio francesi del ’98. La Nike ha però decisamente alzato il livello dello scontro. Nel ’96/’97 investirà 640 milioni di dollari e l’anno prossimo 800. Reebok ha investito 390 milioni di dollari, Fila 113. Sponsorizzazioni così alte hanno una funzione di barriera: produttori e stilisti troppo piccoli non possono nemmeno lontanamente pensare di partecipare. La Fila risponde sul piano tecnologico e sta per lanciare sul mercato una soletta in carbon-kevlar che dovrebbe far risparmiare fino al 3% di energia all’atleta. Nel 92 le imprese offrivano nuove linee di prodotto due volte l’anno, nel 93/’94 ogni tre mesi. Oggi i grandi gruppi lo fanno ogni mese. Nike, tuttavia, ogni settimana.