Il Mondo, n. 29 1996 E. Liv., Il Sole 24 ore, 21/9/1996, 21 settembre 1996
I rialzi Olivetti del fine-settimana sono dovuti, a quanto pare, al medesimo De Benedetti che con il titolo sotto le 500 lire si è affrettato a comprare
I rialzi Olivetti del fine-settimana sono dovuti, a quanto pare, al medesimo De Benedetti che con il titolo sotto le 500 lire si è affrettato a comprare. La questione è se abbia comprato per coprirsi da vendite precedenti (effettuate quando le azioni quotavano sulle 650-700 lire) o se abbia aumentato di un paio di punti percentuali la propria partecipazione. Escludiamo tranquillamente questa seconda ipotesi e propendiamo senz’altro per la prima. De Benedetti è al ribasso sulle Olivetti dal 1991, anno in cui per la prima volta il titolo non distribui dividendo. A quel tempo la Cir aveva in carico il 49,3% della società, divenuto il 38,2% nel ’92, il 24% nel ’94, il 21,2% nel ’95 e il 14,53% attuale. Quest’ultima percentuale è stata raggiunta ufficialmente il 25 agosto, quando l’Ingegnere ha comunicato alla Consob di essere sceso dal 15,58 al 14,53. Poichè a buttare giù il titolo in questo modo hanno concorso abilmente tutti e tre (cioè De Benedetti, Caio e Francesconi), è legittimo il sospetto che si sia trattato di una manovra concordata per portarsi a casa un bel pacco di miliardi mentre l’azienda va irrimediabilmente in malora. La sostituzione di Caio con Colaninno mercoledì scorso renderebbe la messa in scena perfetta. La magistratura indaga su tutti.