Primo Di Nicola, L’Espresso 18/05/2000, 18 maggio 2000
Un classico della malasanità. ”Il caso di Beniamino Andreatta, in coma da mesi dopo essere stato colpito da una crisi cardiaca alla Camera, viene citato nei congressi medici
Un classico della malasanità. ”Il caso di Beniamino Andreatta, in coma da mesi dopo essere stato colpito da una crisi cardiaca alla Camera, viene citato nei congressi medici. E’ accaduto nel corso di un meeting svoltosi all’ospedale San Giacomo di Roma, organizzato dall’unità di terapia intensiva coronarica diretta da Giuliano Altamura, che ha avuto in cura l’economista del Ppi dopo il malore. Secondo quanto sostengono numerosi cardiologi, Andreatta venne colpito da una forma di infarto non grave. Sarebbe bastato massaggiarlo (al cuore), ventilarlo (respirazione bocca a bocca) e soprattutto defibrillarlo con gli appositi apparecchi di cui anche la Camera è dotata per risolvere i suoi problemi. Invece a Montecitorio nessuno, nemmeno la guardia medica interna, ha pensato di defibrillare il professore che, in preda ad un’aritmia è peggiorato rapidamente. A sostegno della loro tesi, gli specialisti portano il fatto che Andreatta, giunto al San Giacomo in condizioni disperate, è stato riportato in condizioni di accettabile normalità cardiaca proprio grazie alla defibrillazione cui è stato sottoposto nell’ospedale. Solo che i danni cerebrali provocati dall’aritmia erano già troppo diffusi. Per questo non si è più ripreso dal coma”.