Domenico Pertica, la Repubblica 13/05/2000, 13 maggio 2000
”Andavano, le dame, a prendersi uno scaldino in affitto, con la pelle accapponata per il freddo nella sala fumosa dove ardevano le carbonelle dei bracieri e i mòccoli sul palcoscenico
”Andavano, le dame, a prendersi uno scaldino in affitto, con la pelle accapponata per il freddo nella sala fumosa dove ardevano le carbonelle dei bracieri e i mòccoli sul palcoscenico. La sala era ornata dagli arazzi degli ebrei che l’appaltatore teneva in consegna e il lampadario centrale stava per terra per accendere le candele dei sedici bracci, per essere poi tirato su all’inizio spettacolo” (cronaca relativa all’inaugurazione del teatro Argentina avvenuta il 13 gennaio 1732 con la Berenice di Domenico Sarri musica di sconosciuto. Il teatro fu costruito dal duca Cesarini-Sforza grazie a 20 mila scudi prestati a strozzo dal Monte S.Paulo delle Religioni, su disegni del marchese Girolamo Teodoli, architetto improvvisato ma autore de ”la scatola acustica più magica del mondo” (Pertica).