Alain Elkann, La Stampa 14/05/2000, 14 maggio 2000
”In Italia la gente giudica chi ha un tatuaggio come un delinquente o un drogato”. Lei ha un solo tatuaggio? ’No, ne ho quattro e penso che ne farò un quinto”
”In Italia la gente giudica chi ha un tatuaggio come un delinquente o un drogato”. Lei ha un solo tatuaggio? ’No, ne ho quattro e penso che ne farò un quinto”. Uno è sul polso. Gli altri? ’Sono nascosti! (poi ci ripensa) Ma no, sono due su un braccio e uno sulla caviglia”. Come mai tanti tatuaggi? ’Mi piacciono, perché ogni tatuaggio ha un suo significato. Deve rappresentare o ricordare qualcosa. Se è uno stupido disegnino allora stufa subito” (Elenoire Casalegno).