Luca Villoresi, la Repubblica 15/5/00, 15 maggio 2000
L’approccio nei confronti degli spazi verdi della casa mi sembra mutato. ’Sì, sebbene l’attenzione sia finora superficiale e limitata a un segmento di pubblico abbastanza ristretto e qualificato
L’approccio nei confronti degli spazi verdi della casa mi sembra mutato. ’Sì, sebbene l’attenzione sia finora superficiale e limitata a un segmento di pubblico abbastanza ristretto e qualificato. Rispetto a inglesi, francesi, tedeschi, gli italiani non si discostano molto dalla banalità: gerani, ligustri, una rosa... E i soliti sempreverdi: la Grande madre massaia mediterranea odia le foglie, inorridisce al pensiero dell’autunno. E così abbiamo assistito alla coniferizzazione dello Stivale. Una quercia, o un faggio, non li vuole più nessuno. Per via delle foglie; e perché, si dice, sono lenti a crescere. Ma le piante non dovrebbero insegnarci anche il rapporto con il tempo, il gusto per il trascorrere delle stagioni?” (Ippolito Pizzetti).