Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2003  marzo 29 Sabato calendario

Dal ”cakewalk” alla ”guerra dei colletti blu”. Il problema è che la guerra ”venduta” al mondo da Londra e Washington doveva essere breve se non brevissima

Dal ”cakewalk” alla ”guerra dei colletti blu”. Il problema è che la guerra ”venduta” al mondo da Londra e Washington doveva essere breve se non brevissima. Il quotidiano inglese ”The Independent” ha ricordato che prima dell’inizio «era stato in particolare Blair a non far niente per scoraggiare le speculazioni che il regime di Saddam Hussein sarebbe collassato il primo giorno o che, altrimenti, le forze Usa sarebbero state a Bagdad in tre giorni». Ora l’ottimismo sembra svanito: «Il ”cakewalk” era in principio una gara di ballo afroamericana con in palio una torta. In seguito è diventato un modo di dire per indicare un compito facile. L’altra settimana era la parola dominante nel lessico di questa guerra. Questa settimana è stata rimpiazzata da una frase meno ottimista, ”guerra dei colletti blu”, ad indicare la lunga, dura e pericolosa sgobbata della guerra strada per strada» (’The Independent”).