1 aprile 2003
Formenti Massimo, di anni 35. Bel ragazzo, alto, capelli lunghi, qualche millimetro di barba, nipote di un esponente della Lega, una ex moglie
Formenti Massimo, di anni 35. Bel ragazzo, alto, capelli lunghi, qualche millimetro di barba, nipote di un esponente della Lega, una ex moglie. Impiegato di banca, dal primo agosto lavorava come cassiere nella filiale di Monza della Banca popolare di Monza e Brianza. Viveva in un appartamento al quinto piano di via Medici, a Seregno, Milano. Tre anni fa, in vacanza in Croazia, aveva conosciuto Sain Martina, di anni 26, studentessa universitaria, bionda, un metro e sessanta, rampolla di una buona famiglia, residente a Pola. Da allora facevano l’amore per una settimana o due ogni tre mesi, quando lei, provvista di permesso turistico, si recava in Italia. Mercoledì sera, dopo cena, non volendo ancora lavare i piatti, si assestarono davanti al televisione e si misero a litigare. Alle 23 e 30 lei, dopo essersi presa un paio di schiaffi, brandì un coltello col manico di plastica, lama di 20 centimetri, per non fare avvicinare il fidanzato. Lui avanzò ugualmente ed ebbe l’arma infilata nel petto, un centimetro sopra al cuore.