Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2000  maggio 05 Venerdì calendario

”Circa l’87 per cento dell’aumento di popolazione che si verificherà entro il 2005 sarà localizzato nei centri urbani e oltre la metà della popolazione tenderà a concentrarsi lungo le coste

”Circa l’87 per cento dell’aumento di popolazione che si verificherà entro il 2005 sarà localizzato nei centri urbani e oltre la metà della popolazione tenderà a concentrarsi lungo le coste. La spinta alla migrazione ambientale è incontenibile. In Africa, solo nel Sahel, l’avanzata del deserto uccide 200 mila persone l’anno. In Senegal, dove nel dicembre 1998 si è svolta la seconda Conferenza delle Parti per la lotta alla desertificazione, è scomparsa un’intera etnia. In Mauritania, in 23 anni, i nomadi sono passati dal 73 al 7 per cento, mentre gli abitanti della capitale sono saliti dal 9 al 41 per cento. ’Il flusso migratorio attualmente è ancora relativamente contenuto entro i confini dell’Africa, ma nell’arco di dieci anni si prevede che almeno 70 milioni di profughi ambientali africani premeranno per entrare in Europa attraverso i Paesi europei del Mediterraneo. ’Vaste aree inaridite o minacciate sono presenti anche in Asia, in America Latina, e il 76 per cento delle terre aride del Nord America sono degradate. In Europa, oltre 20 milioni di ettari sono stati resi sterili dagli scarichi industriali e dalle piogge acide provocate dall’inquinamento atmosferico, e buona parte delle terre agricole e a pascolo sono a rischio. ’E la spirale diventa sempre più perversa: ogni anno nel mondo vanno perduti 24 miliardi di tonnellate di terra coltivabile e, di contro, è sempre più pressante la domanda di cibo, soprattutto dei paesi che detengono il potere alimentare, e si stima un incremento di bisogno di terra coltivabile del 27 per cento nel 2015 e del 42 per cento nel 2050”.