Luigi Viola, Diario 05/05/2000, 5 maggio 2000
”Circa l’87 per cento dell’aumento di popolazione che si verificherà entro il 2005 sarà localizzato nei centri urbani e oltre la metà della popolazione tenderà a concentrarsi lungo le coste
”Circa l’87 per cento dell’aumento di popolazione che si verificherà entro il 2005 sarà localizzato nei centri urbani e oltre la metà della popolazione tenderà a concentrarsi lungo le coste. La spinta alla migrazione ambientale è incontenibile. In Africa, solo nel Sahel, l’avanzata del deserto uccide 200 mila persone l’anno. In Senegal, dove nel dicembre 1998 si è svolta la seconda Conferenza delle Parti per la lotta alla desertificazione, è scomparsa un’intera etnia. In Mauritania, in 23 anni, i nomadi sono passati dal 73 al 7 per cento, mentre gli abitanti della capitale sono saliti dal 9 al 41 per cento. ’Il flusso migratorio attualmente è ancora relativamente contenuto entro i confini dell’Africa, ma nell’arco di dieci anni si prevede che almeno 70 milioni di profughi ambientali africani premeranno per entrare in Europa attraverso i Paesi europei del Mediterraneo. ’Vaste aree inaridite o minacciate sono presenti anche in Asia, in America Latina, e il 76 per cento delle terre aride del Nord America sono degradate. In Europa, oltre 20 milioni di ettari sono stati resi sterili dagli scarichi industriali e dalle piogge acide provocate dall’inquinamento atmosferico, e buona parte delle terre agricole e a pascolo sono a rischio. ’E la spirale diventa sempre più perversa: ogni anno nel mondo vanno perduti 24 miliardi di tonnellate di terra coltivabile e, di contro, è sempre più pressante la domanda di cibo, soprattutto dei paesi che detengono il potere alimentare, e si stima un incremento di bisogno di terra coltivabile del 27 per cento nel 2015 e del 42 per cento nel 2050”.