Varie, 27 marzo 2003
CATTANEO
CATTANEO Flavio Rho (Milano) 27 giugno 1963. Manager (architetto). Amministratore delegato di Terna (la società di trasmissione della rete elettrica nazionale). Già direttore generale della Rai (2003-2005). Noto anche per la relazione con Sabrina Ferilli • «Il più giovane direttore che la Rai abbia mai avuto. Arriva nel cuore della tivù pubblica da Fiera Milano Spa. Ne è presidente e amministratore delegato, ma soprattutto ne è stato, ancora una volta, architetto: gestendone la transizione da ente pubblico a Fondazione di diritto privato. Scontata, dopo quel passaggio, la nomina a presidente della Spa, il braccio operativo della fondazione. Con l’obiettivo - scomodo nel dopo 11 settembre - della collocazione in Borsa. Nel coro dei ”non è il momento adatto”, lui esegue. Taglia i costi, lima la spesa di un gigante un po’ intorpidito, ma soprattutto s’inventa mille e un modo per macinare fatturato: ”Vende servizi che i clienti non sapevano di volere”, dicono di lui in Fiera. E nel dicembre 2002, dopo mesi e mesi in cui le matricole, semmai, si potevano cercare sui listini di Pechino, Fiera Milano Spa debutta nel segmento Star. Nel 1997 è presidente dell’Aler (ex Iacp) di Lecco. Poi, brucia le tappe. Vicepresidente Aem, l’ex municipalizzata dell’energia milanese, è designato in parecchi Cda: da outsider diventa uno con cui è importante parlare. Alleanza Nazionale se lo cova come il più brillante dei cavalli di razza. E il suo nome, per i posti che contano, corre quasi sempre: Sviluppo Italia, le Poste, la Rai del primo Cda che guarda al centrodestra. Lui non rinnega le radici, talvolta lo si incontra alle manifestazioni di partito. Ma è sempre attentissimo alla ”cosa vera”: il risultato. Che si possa vedere e toccare: ”Vengo dall’edilizia”» (Marco Cremonesi, ”Corriere della Sera” 27/3/2003). «[...] direttore generale catapultato alla Rai dalla fiera di Milano per voleri berlusconiani, un geometra-costruttore intimo del fratello del premier Paolo e di Ignazio La Russa [...] per mesi è stato accusato di aver svenduto la Rai agli interessi della concorrenza [...] passerà alla storia dell’informazione per aver lanciato Riccardo Berti nel programma che fu di Enzo Biagi e di Pierluigi Battista [...] ha avallato persino le puntate anti-antimafia di un tale Masotti, messo su Raidue al posto che fu di Michele Santoro e del suo bistrattato erede teo-con Antonio Socci [...] è cambiato, come si precipita a spiegare ”l’Unità” [...] chiamalo, se vuoi, ”riposizionamento”: ma le voci da dentro del palazzaccio di viale Mazzini sono molto più brutali. Ribaltone, salto della quaglia, Kit Kat che diventa Kit Kurtz: queste le definizioni correnti. [...] pare ormai ”un irregolare, un libero pensatore che sparge il verbo dell’anarchia”, spiega il sito militante diessin-ulivista Articolo 21, che dopo mesi di attacchi [...] difende il direttore generale, seppur avvertendo: ”Attenti, non è un capo partigiano che guida la resistenza contro i repubblichini di Salò”. [...] Dai fedelissimi del giro di La Russa arrivano solo conferme rassegnate: ”Ormai anche con Ignazio è alla rottura totale. Sì, si parlano ancora, ma ha completamente cambiato referenti politici”. Girano le solite chiacchiere, su promesse non mantenute di un posto importante da manager di Stato (all¢Enel). E si insiste molto su una trama di fili che Cattaneo avrebbe intessuto a sinistra, prima l’intesa con i rutelliani, poi l’asse con il presidente della Commissione parlamentare (e quasi presidente Rai) Claudio Petruccioli, e poi ancora Curzi, e poi persino Fassino. Del resto, delle nottate romane di Cattaneo con Gigi Marzullo e La Russa si sono perse ormai le tracce e ai cronisti arrivano altre informazioni, di corteggiamenti appunto ai Fabio Fazio, di ore e ore nello studio di Curzi e di incontri privati, nelle ”terrazze romane” del cinema di sinistra, con Piero Fassino in persona. [...]» (Paolo Martini, ”La Stampa” 28/7/2005).