Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2003  marzo 26 Mercoledì calendario

RIGANཿ Christian.

RIGAN Christian. Nato a Lipari (Messina) il 20 maggio 1974. Calciatore. Della Fiorentina. «’Bomber Riga” per i tifosi della Florentia a cui ha restituito una sottomarca del gusto della vittoria in attesa del grande salto, è il centravanti atipico di una società atipica, l’araba fenice del calcio italiano che sta cercando di rinascere sulle ceneri della Grande e Impronunciabile (rischi la denuncia) Fallita, la Fiorentina. Nato su un isola (Lipari), fino a otto anni fa si occupava di edilizia e germogliava nel campionato Eccellenza. Ruolo: difensore. ”Poi l’attaccante del Lipari si fece male e in squadra non c’erano riserve”. Barrica, l’allenatore, ha l’intuizione su cui l’imprenditore Diego Della Valle ha costruito un progetto. Lo prende da parte: ”Ti va di provare a fare gol?”. Eccome. 28 in due stagioni in serie D, 27 in C1 con il Taranto nel 2001/2002 [...] Chi arriva tardi, e lui se n’è andato da Lipari tardissimo, forse ha più benzina in corpo. «”Mi sono inventato attaccante a 23 anni, sono diventato un professionista del calcio a 24. Ogni tanto mi chiedo dove potrei essere se fossi nato in una grande città, sulla terraferma”. La risposta? ”Sempre la stessa: io gioco in C2 e Vieri in A. Ma fare gol è sempre difficile, anche all’oratorio. E allora mi dico che va bene così, che non sono sfortunato. Meglio arrivare tardi, che mai”. Il suo idolo era Van Basten anche quando giocava in difesa, segno che i suoi cromosomi, probabilmente, avevano capito tutto prima di lui. [...] A Firenze, complice quel numero 9 che porta sulla schiena e la frequentazione dello stesso barbiere, l’hanno subito zavorrato di paragoni ingombranti: ”Batistuta, lo so, lo so. A parte il fatto che giochiamo in categorie diverse, non ci somigliamo: io sono più un centravanti vecchio stile, ma insieme saremmo una coppia perfetta”. La propensione alla sofferenza gli ha fatto scegliere l’Inter come squadra del cuore sin da ragazzino, quando nell’invasione di turisti dell’estate capitava che a Lipari sbarcasse qualche campione da pedinare in spiaggia: ”Troppo facile diventare juventino, dell’Inter mi piacevano i colori”» (Gaia Piccardi, ”Corriere della Sera” 26/3/2003).