26 marzo 2003
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Fast Howard
• . Nato a New York (Stati Uniti) l’11 novembre 1914, morto a Old Greenwich (Stati Uniti) il 12 marzo 2003. Scrittore. «Aveva nel cuore Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht, i due leader della rivolta spartachista tedesca del 1918-19, quando pubblicò nel ’52 il romanzo Spartacus? Spartakus si firmava proprio il rivoluzionario Liebknecht, ispirandosi allo schiavo che guidò la rivolta dei gladiatori contro Roma del 73-71 a. C. e che, nell’immaginario moderno, ha il volto e i muscoli di Kirk Douglas protagonista del capolavoro di Stanley Kubrick premiato con quattro Oscar nel 1960. Il film fece vendere tre milioni di copie al suo romanzo, cui era ispirato: e lo scrittore accumulò una fortuna grazie a Hollywood. Il suo legame con gli spartachisti, però, non è gratuito, perché lui, nato a New York da operai ucraini, era rivoluzionario da sempre oltre che militante del partito comunista con una predilezione per la ribellione individuale, come si desume da altre sue opere quali Sacco e Vanzetti, L’ultima frontiera (sulla lotta di un indiano cheyenne) e La via della libertà, storia di un ex schiavo nero che diventa senatore. Fu anche vittima del maccartismo, conobbe la prigione e nel 1953 fu Premio Stalin, ricevendo l’attestato nientemeno che da Louis Aragon. Ma arrivò il 1956: e quando lesse il rapporto Kruscev sui crimini staliniani, si sentì tradito, stracciò la tessera e dichiarò che il sogno socialista in cui credeva era stato ”irrimediabilmente corrotto”. Del resto, Stalin fu molto duro verso l’esperienza spartachista: e l’autore di Spartacus avrebbe dovuto saperlo» (Cesare Medail, ”Corriere della Sera” 14/3/2003).