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 1997  settembre 30 Martedì calendario

Talebani. Il ”Dipartimento generale per la custodia della virtù e per l’eliminazione dei vizi” è nato in Afghanistan nel 1994, quando i Talebani, studenti di teologia (analfabeti la maggior parte) reclutati lungo il confine afghano-pakistano nella regione meridionale del Baluchistan, furono armati e finanziati dal ministro degli interni Babar per porre fine alla guerra civile fra le tribù che avevano vinto l’Armata Rossa

Talebani. Il ”Dipartimento generale per la custodia della virtù e per l’eliminazione dei vizi” è nato in Afghanistan nel 1994, quando i Talebani, studenti di teologia (analfabeti la maggior parte) reclutati lungo il confine afghano-pakistano nella regione meridionale del Baluchistan, furono armati e finanziati dal ministro degli interni Babar per porre fine alla guerra civile fra le tribù che avevano vinto l’Armata Rossa. Il fondatore e leader di questi ”guerrieri di Dio” è il quarantenne Maulavi Muhammad Omar, eroe della resistenza contro i sovietici, nella quale perse un occhio ed una gamba. Il 27 settembre 1996 i Talebani entrarono a Kabul e impiccarono a un lampione l’ex leader filo-sovietico Najibullah. Ora controllano due terzi del paese, sono un esercito di 25 mila uomini e vengono sostenuti dal Pakistan, che mira all’egemonia nell’Asia Centrale, ricca di zone petrolifere e di materiali preziosi. Hanno applicato il più rigido ed intransigente integralismo ripristinando la legge coranica, o ”Sharia”: tutte le scuole femminili sono state chiuse, le bambine non possono imparare a leggere e a scrivere; le maestre elementari non possono insegnare perché potrebbero esercitare il loro fascino perverso; le donne possono uscire di casa solo con il permesso dei mariti, velate da testa a piedi, mai indossando calzini bianchi (troppo sexy), o scarpe col tacco (il tacchettio sul selciato potrebbe essere interpretato come un tentativo di seduzione); è loro proibito prendere taxi o mezzi pubblici, parlare per strada, usare lo smalto per le unghie (pena la mutilazione delle dita); proibito farsi fotografare, perchè "le immagini potrebbero essere destinate ad usi innominabili". Tutti i reparti femminili nei piccoli ospedali di Kabul, dove erano presenti le associazioni umanitarie, sono stati chusi e le donne ora possono essere ricoverate e curate solo nel policlinico centrale dove non c’è luce, non c’è acqua, mancano le medicine e ci sono pochi letti. I videoregistratori e le televisioni, "scatole del diavolo", vengono distrutti, vietati i libri (eccetto i testi sacri). Sono state introdotte le punizioni corporali: ai ladri vengono tagliati mani e piedi, gli adulteri vengono lapidati e chi fa uso di alcolici viene fustigato. I bambini non possono giocare con gli aquiloni.