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 1997  maggio 14 Mercoledì calendario

Un’auto media familiare europea consuma 7-8 litri di benzina ogni 100 km. I progressi tecnici degli ultimi trent’anni hanno ridotto il consumo per ogni cavallo del motore ma, essendo aumentata la potenza media (da 34 a 85 cavalli dal 1960 al 1993 in Germania) i risparmi sono praticamente nulli

Un’auto media familiare europea consuma 7-8 litri di benzina ogni 100 km. I progressi tecnici degli ultimi trent’anni hanno ridotto il consumo per ogni cavallo del motore ma, essendo aumentata la potenza media (da 34 a 85 cavalli dal 1960 al 1993 in Germania) i risparmi sono praticamente nulli. Le automobili sono state caricate di accessori al punto che il prezzo reale non è diminuito, un caso unico nella storia dei prodotti industriali. I ricercatori del Rocky Mountains Institute (Usa) hanno migliorato l’auto familiare portandola a un consumo di 0,4-1,6 litri ogni cento chilometri. Il veicolo è costruito in un modo così semplificato da essere molto più leggero ed economico delle vetture attuali. Perché quindi si continua a consumare tanto carburante quanto trent’anni fa quando si può consumare e inquinare 6 volte meno? Contrariamente a un’opinione diffusa, per l’auto del futuro non è la tecnica che manca. Nel 1987 fu costruita la Vesta II, una 4 posti Renault da 2,8 litri ogni 100 chilometri, finita al museo dell’automobile invece che alla produzione. La ditta svizzera Wenko Ag ha realizzato lo Smile, una Twingo modificata che consuma 3 litri ogni 100 chilometri con le stesse prestazioni di velocità e accelerazioni. La vettura è stata realizzata con un finanziamento di 2 miliardi di Greenpace, cifra che equivale a meno del 3% delle spese pubblicitarie previste (75 miliardi di lire) da un grande costruttore europeo per pubblicizzare la sua nuova auto. Con una piccola parte delle 300-400.000 lire di costi pubblicitari incorporati nel prezzo di ogni nuova auto, si potrebbe finanziare la ricerca e la produzione di una vettura che consumi, inquini e costi meno della metà delle attuali. La Chrisler sta progettando una 2 cavalli per il Duemila da vendere solo ai cinesi per non mettere in pericolo i fatturati dei modelli sui mercati europei. Innegabile la logica finanziaria che sta dietro alla strategia delle grandi case automobilistiche: perché offrire un prodotto più semplice ed economico quando il mercato assorbe bene prodotti più complicati e costosi? "Mini-auto, mini-profitti" (Henry Ford Junior).