24 marzo 2003
Tette e culi. Secondo il professor Umberto Veronesi, ex direttore dell’Istituto dei tumori, fondatore dell’Istituto europeo di oncologia, ex ministro della Sanità, gli americani hanno ragione nel dividere gli uomini in «tit-man» (maschi appassionati di tette) e «ass-man» (maschi appassionati di culi)
Tette e culi. Secondo il professor Umberto Veronesi, ex direttore dell’Istituto dei tumori, fondatore dell’Istituto europeo di oncologia, ex ministro della Sanità, gli americani hanno ragione nel dividere gli uomini in «tit-man» (maschi appassionati di tette) e «ass-man» (maschi appassionati di culi). «Questi ultimi sono alquanto primordiali, vicini ai quadrupedi e ai loro richiami sessuali. Basta pensare a una vacca: il toro non è certo attratto dalle sue mammelle pendenti, ma dalla rotondità delle natiche». L’uomo con la fissazione per le tette, invece, è più evoluto: «Si è messo in piedi e, dalla posizione eretta, ha desiderato frontalmente la donna. Si è così legato ai valori umani della femminilità, che sono quelli della procreazione del nutrimento e dell’allevamento». Veronesi (anche considerando le proprie scoperte nel campo del tumore al seno) si mette in questa seconda categoria.