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 2003  marzo 21 Venerdì calendario

La liberazione di Safwan. «Quando, giusto dopo l’alba, centinaia di soldati della coalizione sono arrivati, l’angoscia di una cittadina che ha subito la crudeltà del regime di Saddam è sembrata svanire di botto, gli abitanti del villaggio correvano per le strade festeggiando in un’estasi un po’ sinistra, ridendo e piangendo

La liberazione di Safwan. «Quando, giusto dopo l’alba, centinaia di soldati della coalizione sono arrivati, l’angoscia di una cittadina che ha subito la crudeltà del regime di Saddam è sembrata svanire di botto, gli abitanti del villaggio correvano per le strade festeggiando in un’estasi un po’ sinistra, ridendo e piangendo. ”Oooooo la pace sia con te, la pace sia con te oooooo”, piangeva Zahra Khafi, sessantottenne madre di cinque figli, davanti a un gruppo di americani e britannici entrati in città appena le truppe irachene si sono liquefatte: ”Non ho più paura di Saddam”. Due anni fa, Masood, il suo figlio trentanovenne, fu ucciso dagli scagnozzi di Saddam per esser devoto a una ”marca” di Islam diversa da quella che incontra i favori ufficiali. Mentre raccontava la sua storia, la signora Khafi è passata dalla gioia alla tristezza, ha cominciato a piangere, poi a gemere, infine ha supplicato i suoi ospiti di restare a proteggerla. ”Devo preoccuparmi?” ha mormorato asciugandosi le lacrime, ”Saddam tornerà?”» (’New York Times”).