Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2003  marzo 22 Sabato calendario

La vittoria è certa, ma c’è vittoria e ”vittoria”. «America e Gran Bretagna saranno certamente in grado di occupare l’Iraq, distruggere le sue armi, smantellare il suo arsenale di armi di distruzione di massa e rimuovere il regime di Saddam Hussein

La vittoria è certa, ma c’è vittoria e ”vittoria”. «America e Gran Bretagna saranno certamente in grado di occupare l’Iraq, distruggere le sue armi, smantellare il suo arsenale di armi di distruzione di massa e rimuovere il regime di Saddam Hussein. Ma c’è un’enorme differenza tra vittoria e ”vittoria”. [...] La superpotenza americana è spesso riassunta nella sua capacità di disintegrare la resistenza del nemico con un massiccio potere di fuoco. Questa volta dovrà usare la sua abbagliante tecnologia non solo per spazzar via l’avversario ma per vincere nel modo più pulito possibile. Una vittoria senza spargimenti di sangue è un miraggio. Ma nella migliore delle ipotesi, se il regime iracheno è detestato come molti dicono, questa guerra potrebbe apparire come un colpo di Stato sostenuto da forze straniere più che come uno scontro tra nazioni» (’The Economist”).