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 2003  marzo 21 Venerdì calendario

Il test della dottrina Bush. Esposta per la prima volta nel gennaio 2002, teorizza che «in un’epoca in cui le armi di distruzione di massa sono sempre più disponibili, aspettare che il nemico ”colpisca per primo non è autodifesa, è suicidio”

Il test della dottrina Bush. Esposta per la prima volta nel gennaio 2002, teorizza che «in un’epoca in cui le armi di distruzione di massa sono sempre più disponibili, aspettare che il nemico ”colpisca per primo non è autodifesa, è suicidio”. I critici sottolineano che la nuova dottrina rende confusa la distinzione tra ”pre-emption”, che implica una minaccia imminente, e ”prevention”, che implica un pericolo più distante. La dottrina, fino a questo punto, tende anche a preferire le soluzioni militari a quelle non militari, e decisioni unilaterali, piuttosto che multilaterali, rispetto alla serietà delle minacce. Sebbene non rifiuti contenimento e deterrenza, le spinge in fondo alla lista. Portata agli estremi, sembra autorizzare un Paese, gli Stati Uniti, ad attaccare gli altri a volontà se crede che possano rappresentare una minaccia futura piuttosto che presente, e può anche incoraggiare altri paesi a compiere azioni simili nei confronti dei loro vicini. [...] Perché la dottrina sia giustificata, ci dovranno essere prove che l’Iraq possiede stock sostanziali di armi di distruzione di massa [...] Questo non proverà che il regime aveva intenzione di usarli [...] ma potrebbe comunque cambiare l’opinione di molte persone nel mondo» (Martin Woollacott, ”The Guardian”).