Alberto Caporale, ཿil Messaggero, 22/5/97;, 22 maggio 1997
FINANZA CATTOLICA
"Tra i ricordi di infanzia è viva l’immagine della Cassa Rurale di Segni, dove passavo le vacanze. Un vecchio sacerdote era tutto: direttore, cassiere, commesso, uomo delle pulizie. Ai contadini che andavano a depositare o a prelevare offriva, come in un rito, una presina di tabacco. Pochi lo rifiutavano; alcuni starnutivano molti fiutavano con solennità: tutti apparivano soddisfatti. La relativa popolarità del personaggio sembra desse ombra al locale segretario del fascio; tuttavia anche lui era socio del fascio ma non voleva che lo si sapesse. La domenica, dimenticate le tratte e gli assegni, don Vincenzo celebrava una bellissima messa, con omelie brevi e toccanti. Si addiceva a lui per analogia quel che si dice per i nunzi pontifici: non sono diplomatici che dicono anche la messa, ma sacerdoti addetti al servizio esterno della Santa Sede" (Giulio Andreotti).