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 1997  maggio 19 Lunedì calendario

Morte. ”Esperienze di confine” tra la vita e la morte raccontate da chi dice di averle vissute: Rosanna Greifenberg, coinvolta in un gravissimo incidente stradale: "Ho visto quell’auto che mi veniva addosso e ho cominciato a cadere, ruotando su me stessa in posizione fetale, in un vortice buio

Morte. ”Esperienze di confine” tra la vita e la morte raccontate da chi dice di averle vissute: Rosanna Greifenberg, coinvolta in un gravissimo incidente stradale: "Ho visto quell’auto che mi veniva addosso e ho cominciato a cadere, ruotando su me stessa in posizione fetale, in un vortice buio. In fondo una piccola luce che diventava sempre più grande. Ho visto come in un film tutta la mia vita. Provavo una sensazione meravigliosa, c’erano prati, fiori, colori, musica. Tutte cose che non avevo mai visto prima. E non provavo nessun dolore. Io mi avvicinavo a quel posto dove c’era la luce, bellissima, volevo entrare, ma, a questo punto, una forza mi ha trascinata indietro". Giorgio Dean: "Avevo 18 anni, ero boyscout. Durante una gita in montagna, caddi da una rupe alta dieci metri. In quel momento uscii dal mio corpo, mi ritrovai ad un metro di altezza e guardavo il mio corpo come si guarda un vestito buttato a terra. I medici mi hanno poi detto che avevo smesso di respirare. Io, dall’alto, vidi arrivare i miei compagni, i soccorritori, potei raccontare le cure che mi erano state prestate. Nel frattempo rivedevo la mia vita e guardavo il futuro. Vidi che mi sarei sposato, avrei avuto dei figli, ho avuto la percezione di avvenimenti precisi che poi si sono verificati. Ero in un vortice buio, al fondo c’era una bellissima luce. Quattro folletti mi accompagnavano. All’improvviso però un colpo di vento, molto forte, mi ha riportato indietro". Testimonianza anonima raccolta da un medico americano: "Ero gravissimo, in punto di morte per problemi di cuore, e contemporaneamente, in un altro reparto dell’ospedale, mia sorella stava morendo di coma diabetico. Lasciai il mio corpo e mi spostai in un angolo della stanza, da dove vedevo tutto dall’alto. Improvvisamente mi trovai a chiacchierare con mia sorella, che si trovava lassù insieme a me, e alla quale ero molto legato. Parlavamo da un po’, quando lei ha cominciato ad allontanarsi. Cercai di seguirla, ma lei continuava a dirmi di restare dov’ero. ”Non è la tua ora - mi disse - non puoi venire con me”. E cominciò a retrocedere lungo un tunnel, laciandomi solo. Quando mi svegliai dissi al medico che mia sorella era morta. Lui prima negò, poi dovette ammetterlo". Renato Minozzi, in coma per sette giorni a causa di un’emorragia cerebrale, racconta di essere uscito dal suo corpo: "Sono andato fuori dalla mia stanza di ospedale, nel corridoio ho visto mia madre che parlava con un medico e piangeva. Ho continuato a vagare, ero al buio, ho cominciato a salire una gradinata, in cima c’era un cancello, dietro una luce fortissima, un paesaggio stupendo, pieno di colori. Alberi, fiori e animali mai visti. Non sentivo più dolore, una sensazione meravigliosa. Ma quando stavo per varcare il cancello, questo si è chiuso e una forza mi ha trascinato indietro".