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 1997  maggio 27 Martedì calendario

CASO SCHLESINGER

Lettera al ”Corriere della Sera” di Piero Schlesinger, ex presidente della Bpm, a proposito di Riccardo Targetti, Sostituto procuratore della Repubblica di Milano che lo ha messo sotto accusa: "Figlio di un ex vicepresidente dell’Istituto, di certo ha vissuto da ragazzo con comprensibile angoscia le vicende che, nel 1971, condussero i due vice-presidenti di allora (il padre ed io) ad un ben diverso destino: l’uno, io, promosso a presidente; l’altro, il padre dell’odierno pm Riccardo Targetti, escluso dal consiglio di amministrazione dopo ben 25 anni di permanenza ed escluso altresì da un progetto di pensione straordinaria in favore degli amministratori [...] Il padre morì subito dopo questa dura assemblea, lasciando a carico della vedova e dei figli molti debiti verso numerosi Istituti di credito e terze persone. [...] da supporre che il futuro pm sia cresciuto nutrendo rancore verso un’Istituzione ed una persona, considerate, forse, responsabili della morte del padre e di umiliazioni familiari. Non era dunque la persona giusta per assumere, sia pure tanti anni più tardi, la guida di un’indagine proprio su quel medesimo Istituto e proprio nei miei confronti. Tanto più che il destino mi aveva nuovamente messo in contatto con quella famiglia, quando ebbi ad escludere, una decina d’anni fa, suo fratello dal rinnovo nella carica di amministratore di una società (la Banca Agricola Milanese) controllata dalla Popolare di Milano. Perciò, ad indagini avviate, fu presentata dai miei legali una formale istanza di ”astensione”, ma il Pm Riccardo Targetti - in violazione del dovere dei magistrati di motivare ogni propria decisione - non solo non ha accolto l’istanza, ma non ha voluto (o saputo?) neppure motivare per quali ragioni abbia ritenuto di poterla disattendere ed ha preferito lasciarla, insolitamente, del tutto senza risposta".