Gianni Gambarotta, ཿCorriere della Sera, 26/5/97;, 26 maggio 1997
Dopo la fusione con l’Ambroveneto la Fondazione Cariplo sarà uno dei soggetti finanziariamente più floridi d’Italia: 6
Dopo la fusione con l’Ambroveneto la Fondazione Cariplo sarà uno dei soggetti finanziariamente più floridi d’Italia: 6.400 miliardi le arriveranno dalla cessione della quota dell’Istituto di credito, 3 mila miliardi rappresentano il valore del 29% che per il momento resterà di sua proprietà; ci sono poi i 950 miliardi della partecipazione nell’Imi e i circa 280 di quella nell’Ina. Vanno poi aggiunti gli immobili della Cariplo scorporati, valore intorno ai 900 miliardi. Totale: oltre 11.500 miliardi. L’introito globale derivante dalle privatizzazioni dovrebbe essere fra i 32.500 miliardi (stima Bankitalia) e i 50 mila miliardi. Con la riforma preparata dal Ministro Ciampi saranno traformate da enti quali sono oggi in soggetti giuridici di diritto privato: il 50% delle loro disponibilità dovrà essere destinato a scopi di pubblica utilità; dovranno investire cercando una redditività minima indicata dalla legge; saranno sottoposte ad un’autorità che controllerà il loro comportamento. Ma la riforma potrebbe essere controproducente. Le fondazioni saranno private ma gestite da amministratori nominati dagli enti pubblici. Se, come sembra, interverranno nei vari processi di privatizzazione (Stet, Enel, Eni, Autostrade), ipotesi apprezzata, ad esempio, da Rifondazione Comunista, quel che ieri era delle holding pubbliche di gestione (Iri, Eni, Efim), e oggi è del Tesoro domani potrà essere di Cariplo, Carige, Sanpaolo, Montepaschi...