ཿIl Mondo, n. 21;, 1 gennaio 1997
UFFICIO ITALIANO CAMBI
Da quando nel maggio 1990 è stato abolito il monopolio dei cambi l’Uic (Ufficio italiano cambi) ha perso molta della sua importanza. Dopo la liberalizzazione dei mercati valutari l’ente non è più il controllore dei flussi nelle diverse divise e si limita ad una funzione statistica e di vigilanza anti-riciclaggio. Queste funzioni potrebbero essere svolte più appropriatamente da altri soggetti. Il costo di mantenimento è molto elevato: le spese generali ammontano ad oltre 200 miliardi l’anno con una spesa pro capite di oltre 300 milioni (i dipendenti sono 630 tra dirigenti, funzionari ed impiegati). Il patrimonio netto dell’ente ammonta a circa diecimila miliardi. La liquidazione dell’ente porterebbe una notevole liquidità nelle casse del Tesoro.