U.Rapetto, R. Di Nunzio, L’atlante delle spie. Dall’antichità al ཿGrande Gioco a oggi, BUR, 21 marzo 2003
Marita Lorenz, che col padre capitano di una nave mercantile, nel febbraio del ’59 arrivò all’Avana, conobbe Fidel Castro e se ne innamorò
Marita Lorenz, che col padre capitano di una nave mercantile, nel febbraio del ’59 arrivò all’Avana, conobbe Fidel Castro e se ne innamorò. Compagna ufficiale di Fidel per anni, fu per lui la ”pequeña alemanina” e la sua fedeltà tale che le fu concesso di portare la ”divisa del 26 luglio”, riservata solo ai più alti dignitari. Rapita e privata del figlio che aspettava dal lider maximo, psicologicamente distrutta se ne tornò negli Usa dalla mamma, Alice June Lofland, agente della National Security Agency. Fu allora che divenne agente della Cia: bella, tiratrice infallibile, nella comunità degli anticastristi di Miami si guadagnò il nome di ”tedeschina insensibile”. Le venne affidata l’eliminazione di Castro e dopo un trattamento a base di anfetamine e psicofarmaci, sbarcò all’Avana nascondendo in un barattolo di crema Pond’s due capsule di veleno letale. Incontrato il vecchio amore, che subito dandole la propria pistola le chiese ”sei venuta per vedermi o per uccidermi?”, in lacrime, se ne torno però in America. Lì continuò a lavorare per la Cia, specializzandosi nei furti di yacht di lusso da adibire al trasporto clandestino di armi per i controrivoluzionari dell’America centrale. Divenuta anche moglie del presidente venezuelano Marcos Peres Jimanez, oggi vive in un quartiere povero di New York.