U.Rapetto, R. Di Nunzio, L’atlante delle spie. Dall’antichità al ཿGrande Gioco a oggi, BUR, 21 marzo 2003
Ian Fleming, padre di James Bond, fu uno studente mediocre, anche se miglior atleta del college. Lavorò per anni come giornalista, pretendendo ogni anno due mesi di ferie pagate (gennaio e febbraio), da passare in Giamaica nella sua villa Goldeneye sulla baia di Oracabessa
Ian Fleming, padre di James Bond, fu uno studente mediocre, anche se miglior atleta del college. Lavorò per anni come giornalista, pretendendo ogni anno due mesi di ferie pagate (gennaio e febbraio), da passare in Giamaica nella sua villa Goldeneye sulla baia di Oracabessa. Amante della cucina fondò il club Le Cercle, era solito fumare oltre 60 sigarette al giorno confezionate per lui da Morland (stesso fornitore di Bond) e bere giganteschi Martini, che dopo le sei di sera allungava con gin e vodka. Entrò nel Centro Informazioni della Marina nel ’39 e fu agente forse per tutta la vita. In ricordo delle sue attività, gli venne regalata una pistola con su inciso ”For Special Service”. Aveva libero accesso alla ”sala 39” da dove si coordinavano tutte le azioni di spionaggio. Sembra che da quella stanza, dove c’erano tra gli altri il satanista Aleister Crowley e Selton Delmer, arrivò il progetto di trasformare gli iceberg del Nord Atlantico in corazzate piene di uomini e mitragliatrici per il controllo dei mari. I suoi romanzi sono stati tradotti in almeno 30 lingue e ne sono stati tratti 20 film visti da oltre un miliardo di persone.