(Alessandra Costa, ཿdiario 7/3/2003 pagina 76), 7 marzo 2003
Darshi-Dorzo Itigilov, dodicesimo pandito hambo lama dei buddisti della Buriazia (Russia), nel 1927 annunciò ai suoi discepoli che aveva deciso di morire: assunse la posizione del loto, meditò e, cantando un inno dei morti, spirò
Darshi-Dorzo Itigilov, dodicesimo pandito hambo lama dei buddisti della Buriazia (Russia), nel 1927 annunciò ai suoi discepoli che aveva deciso di morire: assunse la posizione del loto, meditò e, cantando un inno dei morti, spirò. Ma prima avvertì di ricercarlo dopo trent’anni. Quando, nel 1957, il suo corpo venne riesumato, era incorrotto (la notizia, però, fu tenuta segreta per non incorrere nelle ire delle autorità sovietiche). L’attuale lama (il venticiquesimo), Damba Ayusheyev, appassionato di storia, ha deciso di riesumare di nuovo il cadavere di Itigilov. Stavolta, però, si è portato dietro una dozzina di testimoni, tra cui un fotografo e due anatomopatologi: il corpo è ancora intatto.