Marco Damilano e Denise Pardo, ཿL’espresso 20/3/2003, 20 marzo 2003
«Alla poltronissima di viale Mazzini Mieli ha pensato per anni. Lavorando in tutte le direzioni. Estendendo la sua tela anche agli ambienti più lontani
«Alla poltronissima di viale Mazzini Mieli ha pensato per anni. Lavorando in tutte le direzioni. Estendendo la sua tela anche agli ambienti più lontani. Tanto da incassare non solo l’appoggio di Ciampi, ma anche quello del Vaticano. Bastava vedere la strana coppia chiamata da Anna La Rosa a commentare la storica visita del papa a Montecitorio. In grande sintonia Paolo Mieli si passava la palla con lo studioso più amato dal cardinal Camillo Ruini: Giorgio Rumi. Anche lui guarda caso nella cinquina. Alla fine Mieli era sembrato il tipo perfetto, capace con la sua astuzia e il suo savoir faire di pilotare e far convivere Michele Santoro e Antonio Socci. Ricordano bene al ”Corriere” il metodo Mieli. Perfino con il mito Indro Montanelli. ”Indro, ho pensato a quella tua riflessione di ieri, è magistrale”, attaccava il direttore ingigantendo quello che era stato appena un inciso interlocutorio del maestro, ma che era proprio quello che Mieli desiderava dire. E che il giorno dopo diventava l’autorevole editoriale di Montanelli» (Marco Damilano e Denise Pardo).