Filippo Ceccarelli, ཿLa Stampa 13/3/2003, 13 marzo 2003
Formare un Consiglio d’amministrazione Rai implica lo psicodramma. «Anche la presidenza di Mieli, plausibilmente, avrebbe [
Formare un Consiglio d’amministrazione Rai implica lo psicodramma. «Anche la presidenza di Mieli, plausibilmente, avrebbe [...] scombinato degli equilibri. Ma non quelli interni della Rai, come 17 anni orsono. Molto di più: avrebbe scassato gli equilibri - già piuttosto precari - della maggioranza di governo. Perché è nel video, oggi, che si gioca la vera partita del potere. E se Berlusconi, che se ne intende, ha detto una volta che Luttazzi, Santoro e Benigni (da Biagi), cioè tre ore di tv, gli hanno fatto perdere tre milioni di voti, ecco, davvero questa maggioranza e il suo leader non possono permettersi di lasciare a viale Mazzini un presidente che sia al tempo stesso autonomo e imprevedibile. Per questo, ogni volta, la formazione di qualsiasi Consiglio d’amministrazione della Rai comporta oggi lo psicodramma che comportava ieri la formazione di un governo. E una volta formato, questo Consiglio vive quanto viveva mediamente un ”governicchio” della Prima Repubblica: nove-dieci mesi. E a volte nasce pure morto, [...]. O dura il tempo politico di un sospiro, tra una riserva e una rinuncia. Parole antiche che valgono per il presente e il futuro» (Ceccarelli).