17 marzo 2003
Dall’Osto Marco, di anni 25, per dieci infilatore di grissini nei sachetti da ristorante, nella fabbrica ”Tre Spighe” di Candelo, Biella
Dall’Osto Marco, di anni 25, per dieci infilatore di grissini nei sachetti da ristorante, nella fabbrica ”Tre Spighe” di Candelo, Biella. Biondino, occhi azzurri, 1 metro e 65 d’altezza, diploma di scuola media, timido, intelligente, mai una fidanzata, viveva col padre, Ovidio, camionista, e la madre Alina. Appassionato di computer, spesso rimaneva davanti allo schermo fino alle 4, ora in cui s’avviava in fabbrica, a piedi. Sonnolento durante il lavoro, a luglio si era licenziato, dopo che erano cambiati i proprietari. Da allora aveva smesso d’uscir di casa, le giornate le passava col pc. All’alba di martedì suonarono al citofono quattro carabinieri incaricati di perquisirgli camera e computer. Era sospettato di scaricare e scambiare con altri immagini erotiche di bambini. Il Dall’Osto gli aprì il portone e prima di sapere che volessero si precipitò in camera. Avvicinò una sedia alla finestra, alzò la tapparella e si lanciò a volo d’angelo fin sulla ghiaia del cortile, cinque piani più giù. Alle 6 e 20 dell’11 marzo, nella palazzina dell’Ina più alta di Candelo, ottomila anime e parecchi cartelli stradali con bambini attraversanti la strada, Biella.