Varie, 17 marzo 2003
LAGARDÈRE Jean Luc
LAGARDÈRE Jean-Luc Aubier (Francia) 10 febbraio 1928, Parigi (Francia) 15 marzo 2003 • «Uno dei migliori imprenditori francesi del dopoguerra. [...] Se il mondo degli affari fosse un palcoscenico, ne sarebbe stato la diva assoluta, la star incontrastata e adorata. Guascone dallo sguardo seduttore, è stato un uomo atipico: semplice ingegnere proveniente da una famiglia modesta, si è imposto in un mondo dominato dagli allievi delle grandi scuole e dai ”grand commis” dello Stato. Dapprima alla Dassault, è entrato alla Matra nel 1963 e da lì ha costruito le basi di un gruppo diviso a metà tra la difesa e la comunicazione. Mercante di cannoni e produttore di cultura, insomma. Un mix unico al mondo. Grande amico di Gianni Agnelli, coltivava una passione per i cavalli e aveva letteralmente conquistato i francesi negli anni 60-70, quando Matra vinse il campionato del mondo di Formula Uno e impose la sua legge nella leggendaria 24 ore di Le Mans. Un po’ come l’Avvocato, sfruttava i suoi piaceri per far funzionare l’azienda: le vittorie in campo automobilistico, come riconosceva lui stesso, gli servirono da trampolino di lancio per vendere i suoi missili in Asia e in Medio Oriente. Non amava essere identificato come un mercante di cannoni. Si considerava un produttore di tecnologia e ricordava che le ricerche militari hanno riflessi in campo civile. Liberale, ma dipendente dalle commesse pubbliche, vicino alla destra, eppur in buoni rapporti con la sinistra, è stato sempre un difensore del suo paese: il vessillo francese e poi quello europeo sono stati il suo vanto. E’ un tratto tipico della sua personalità: mai sciovinista, ha dimostrato un raro attaccamento per il suo paese, le sue tradizioni, le sue istituzioni. Alla Francia ha reso molti servigi, l’ultimo dei quali è stato anche il suo capolavoro: la nascita di EADS, conglomerato franco-tedesco che si occupa di aeronautica, difesa e spazio e che produce, tra l’altro, gli Airbus. Il mondo della comunicazione è stata l’altra grande passione personale e professionale. Nel 1974, prende il controllo dell’emittente radiofonica Europe 1, che diventerà uno dei maggiori vivai del giornalismo radio-televisivo. Nel 1980 compra Hachette, ma non si accontenta dei libri e imbarca nell’avventura Daniel Filipacchi, che porta in dote alcune testate, fra cui spiccano ”Paris Match” e ”Elle”. Sotto la sua guida, il gruppo si espande fino a diventare il primo editore mondiale di periodici (222 testate) e il terzo produttore di libri europeo (tra i suoi marchi ci sono anche Larousse, Grasset, Fayard). Non senza civetteria, era entrato perfino nel capitale del quotidiano comunista ”l’Humanité”, partecipando così al suo salvataggio. La comunicazione è stata anche una passione pericolosa. Dopo aver tentato invano di conquistare Tf1 al momento della sua privatizzazione, ha rilevato la Cinq, le rete tv creata da Berlusconi e poi passata attraverso varie crisi. Fu un’impresa folle: le perdite della tv misero in pericolo l’esistenza dell’impero. Solo la sua chiusura, l’intervento dei finanzieri e la fusione, assurda dal punto di vista industriale, tra Matra e Hachette lo salvò dal fallimento» (Giampiero Martinotti, ”la Repubblica” 16/3/2003).