Varie, 17 marzo 2003
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Bell Joshua
• Bloomington (Stati Uniti) 4 giugno 1920. Violinista • «È considerato tra i più brillanti esecutori del nostro tempo […] La sua fama non è un’invenzione del business discografico (che lo appoggia in maniera non indifferente). Intonazione perfetta, suono ampio e avvolgente, tecnica sbalorditiva che affronta le difficoltà più ardue con apparente naturalezza […] Immagine glamour, quasi da fotomodello, nei poster che tappezzano i negozi di dischi […] Considerato dalla rivista “People” tra “i 50 uomini più belli del mondo” cerca di sfruttare al massimo le qualità non soltanto musicali fornitegli dal Padreterno. Ecco dunque sfilare una lunga serie di copertine fascinose con sguardo da seduttore, primi piani che scavano sin dentro l’iride e patinate immagini che non stonerebbero sulla copertina di “Vogue” […] Il glitter che lo circonda non gli impedisce di avere una visione assai lucida del mondo musicale, e parla del carosello promozionale che deve affrontare come un male necessario, al quale si sottopone docilmente, ma facendo chiaramente capire che non si tratta di una delle sue priorità come artista […] La sua discografia è prevalentemente imperniata sul grande repertorio […] “Sono un sostenitore della musica contemporanea, anzi uno dei miei sogni è quello di essere un compositore; tuttavia non mi riconosco in molta della musica d’avanguardia che viene composta oggi. Forse il mio modo di pensare sembrerà un po’ antiquato, ma considero ancora la bellezza come un parametro indispensabile per la musica, e credo che l’espressione e la melodia non siano assolutamente da considerarsi come delle cose morte. Infatti tutti i brani che sono stati scritti per me, da Air di Aaron Jay Kernis a The Red Violin di John Corigliano conservano questi elementi, anche se non sono certo brani dal gusto reazionario”. […] Passione per la musica e la figura di Leonard Bernstein: “Un autentico genio, non solo come compositore, che ha fatto molto per riscattare l’immagine dei musicisti americani in Europa: prima di lui si pensava che fossero dei cowboys un po’ ignoranti, ma dopo le sue interpretazioni di Mozart e Mahler con i Wiener Philarmoniker è cambiato tutto” […] Passione assoluta per la tradizione cameristica, che lo porta a suonare con solisti diversissimi come Thibaudet, Yo-Yo Ma e Edgar Meyer […] Possiede un meraviglioso Stradivari […] Appare in moltissimi show televisivi per divulgare la musica classica presso il grande pubblico» (Carlo Boccadoro, “diario” 25/7/2002).