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 2003  marzo 17 Lunedì calendario

Began Sabina

• (Beganovic) Radolfzell (Germania) 22 ottobre 1974. Attrice. Vista nell’Aitanic di Nino D’Angelo. Si era fatta conoscere come valletta di Stranamore • «[...] Showgirl di origini slave [...] ha tatuate sul corpo le iniziali S.B., “l’uomo che mi ha cambiato la vita” [...] è accompagnata ormai da una letteratura che l’ha battezzata “l’ape regina” del premier. Nella sera della vittoria elettorale del centro-destra - si è letto [...] - è a palazzo Grazioli, sulle gambe di Silvio Berlusconi che canta “Malafemmena” [...]» (Carlo Bonini, “la Repubblica” 19/6/2009) • «A vederla non si direbbe affatto una tedesca: carnagione scura, capelli castani, parlata vivace. Insomma, un’anima veramente latina. […] Proviene dall’Actor’s Studio di New York, dal quale è passata alla scuola romana diretta da Francesca De sapio. Ha iniziato la carriera nella moda nel 1993; una volta scesa dalla passerella è entrata nella televisione dove ad aspettarla c’erano Alberto Castagna, con cui ha condotto nel 1997 Stranamore, ed altre piccole partecipazioni come lo sceneggiato Rai I ragazzi del muretto. L’esordio sul grande schermo è avvenuto con La vita è un gioco di Bebo Storti. Poi Aitanic, ennesima parodia del kolossal […] “Sono scappata di casa a quattordici anni e questa esperienza mi ha segnato per sempre. Non stavo bene con i miei genitori e già da un bel po’ pensavo di voler fare l’attrice. Ma questo per la verità non c’entra direttamente con la decisione di scappare di casa. Ero proprio io ad avere un carattere ribelle e a subire la disapprovazione di papà e mamma – che sono rimasti in Germania – qualunque cosa facessi” […] Timida al punto giusto, non si getta nella mischia né fa scena muta; al panico che la assale quando deve affrontare una prova reagisce con facilità e con felicità. Ed è consapevole della condizione speciale di cui giode chi fa l’attore: “Io penso che il mio sia il mestiere più bello che esista, anche perché la timidezza la vinci quando c’è qualcuno che ti dice ’brava’ […] Credo che quando sarò arrivata a 40-45 anni potrei mollare tutto per dedicarmi ai bambini. Quando ho tempo, già adesso, vado infatti in un ospedale per un’attività di volontariato. Non sono solo un’attrice, sono una ragazza che vuol fare di tutto e di più”» (Vincenzo Foti, “Il Venerdì” 3/11/2000). «I tedeschi sono freddi, mentre qui le persone sono carine, calorose. Prendiamo il corteggiamento: per un tedesco no è no, voi invece cominciate a mandare bigliettini, fiori, regali…» (Mario Mangiagalli, “Tv7” n. 7/1998).