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 2003  marzo 17 Lunedì calendario

Barbieri Fedora

• . Nata a Trieste il 4 giugno 1920, morta a Firenze il 4 marzo 2003. Mezzosoprano. «Aveva debuttato come Fidalma nel Matrimonio segreto ma il più significativo esordio avvenne la sera dopo quando sostituì all’ultima ora una collega in Trovatore. Da allora la sua voce e la gestualità drammatica e pittoresca furono tutt’uno con la definizione dei personaggi: indimenticabile come Ulrica o Azucena (al Maggio come alla Scala, al Metropolitan come al Covent Garden; oltre che in testimonianze discografiche storiche) scatenarono entusiasmi e gelosie professionali. E quando il soprano era Callas o Tebaldi accadeva spesso che rubasse loro il successo. L’istinto istrionico e la sua passionalità non solo artistica hanno continuato a fare la gioia di allievi e amici in formidabili occasioni conviviali in cui la sua proverbiale generosità di facezie e di aneddoti non aveva freni. A chi non l’ha conosciuta di persona, rimane la voce di mezzosoprano di intensità vocale e istinto tragico unici: simbolo di una stagione in cui la storia del melodramma era scritta da primedonne vere» (Angelo Foletto, ”la Repubblica” 5/3/2003). «Nel ’42 era già alla Scala per cantare la Nona Sinfonia di Beethoven sotto la guida di De Sabata. Subito dopo, eccola al Met, al Covent Garden, all’Opéra: è l’immediata consacrazione internazionale. Cosicché negli anni cinquanta è spesso a fianco della Callas e tutti i grandi direttori, da Votto a Bernstein, da Mitropoulos a Karajan, la reclamano in scena o in sala di registrazione, avvinti dal vivo temperamento drammatico e dal profondo calore della sua voce. Dotata di mezzi potenti e soprattutto capace di ben gestire le proprie risorse d’interprete, negli anni Sessanta- Settanta è ancora all’apice della carriera, mentre in seguito saprà aver rispetto della sua fama, limitando le prove a ruoli vieppiù piccoli. Ed è ancora dignitosissima, a Firenze, nel 2000, quando festeggia gli 80 anni sostenendo la parte di Mamma Lucia nella Cavalleria Rusticana. [...] Come mezzosoprano ha sostenuto prevalentemente i ruoli tragici dell’antagonista, della rivale destinata a soccombere oppure quelli ieratici della confidente, della saggia consigliera; la donna, invece, è stata solare, estroversa, appassionata, curiosa. [...] La sua voce e il suo stile l’hanno naturalmente portata a prediligere il repertorio romantico e tardoromantico: Verdi, Ponchielli, Mascagni, Puccini, come documenta la ventina di titoli che ha inciso. Sulle scene ha sostenuto invece più di cento parti, in un repertorio che spazia da Monteverdi a Chailly. Ciò dimostra che se la sua vocalità era tradizionale, non altrettanto si può dire della sua personalità d’artista» (Enrico Girardi, ”Corriere della Sera” 5/3/2003).