Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2003  marzo 07 Venerdì calendario

Maranghi andrà via, ma Tremonti vuole che abbia l’onore delle armi. «La battaglia delle Generali non potrà risolversi con l’apparente schiacciante vittoria di Fazio, delle fondazioni e di Alessandro Profumo

Maranghi andrà via, ma Tremonti vuole che abbia l’onore delle armi. «La battaglia delle Generali non potrà risolversi con l’apparente schiacciante vittoria di Fazio, delle fondazioni e di Alessandro Profumo. Già, ma come fare? Forse coinvolgendo nell’affare altre banche, come il Monte dei Paschi di Siena che ha detto di essere pronta ad andare al 2 per cento. Oppure con un rimescolamento di carte nell’azionariato della stessa Mediobanca. Un’operazione che potrebbe anche servire a trovare nuovi equilibri fra gli azionisti ”privati”, come Salvatore Ligresti e Carlo Pesenti, e le banche. Perché in ballo, nella testa del ministro dell’Economia, c’è anche il ruolo futuro di Mediobanca. Tremonti è convinto che dovrà tornare a essere quella che era all’inizio di tutta la storia, con Enrico Cuccia al timone. Una banca d’affari con il compito di sostenere l’industria. Soprattutto nei momenti di crisi. Perché di crisi ce ne saranno ancora. Il governo se le aspetta. ”E altro che Fiat”, sospirano al Tesoro» (Sergio Rizzo).