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 2003  marzo 12 Mercoledì calendario

Berigozzi Maura, di anni 44, preparava biscotti nella fabbrica Rossi, turno 14-22. Lunedì 3, appena rientrata a casa, gustò come al solito la cena preparatale da suo marito, Laiso Costantino, detto Tino, di anni 41, operaio di poche parole, appassionato di fumetti, collezionista di ferri vecchi e mobili antichi, appena assunto come magazziniere presso la ditta Silvera, produttrice di raccordi e occhielli a Cavallirio, Novara

Berigozzi Maura, di anni 44, preparava biscotti nella fabbrica Rossi, turno 14-22. Lunedì 3, appena rientrata a casa, gustò come al solito la cena preparatale da suo marito, Laiso Costantino, detto Tino, di anni 41, operaio di poche parole, appassionato di fumetti, collezionista di ferri vecchi e mobili antichi, appena assunto come magazziniere presso la ditta Silvera, produttrice di raccordi e occhielli a Cavallirio, Novara. Tino, dopo aver rassettato, giocò un po’ alla playstation con la figlia, Valentina, di anni 13, vivace e poco studiosa alunna della terza D alla scuola media Curioni. A mezzanotte le diede un antibiotico contro l’influenza, poi la mise a letto. All’alba le strangolò entrambe, forse dopo averle avvelenate coi barbiturici. Alle 7 e 30 andò in bagno per prepararsi al secondo giorno di lavoro, scese le due rampe di scale della villetta che divideva coi parenti della moglie. Arrivato nella stanzetta che dà sul cortile, prese una sedia, vi salì e s’impiccò al tubo dell’acqua, proprio di fronte alla Punto color pisello. In una casa di ringhiera con persiane, finestre, tapparelle e cancello verdi, sulla circonvallazione di Romagnano Sesia, cinquemila anime ai piedi del Monte Rosa.