12 marzo 2003
Boscaini Raffaella, di anni 30, infermiera biondina, bellina, sopracciglia ad ali di gabbiano. Sposata da quattro anni con Nicoletto Sergio, di anni 32, fisioterapista, un figlio, Andrea, di mesi 2
Boscaini Raffaella, di anni 30, infermiera biondina, bellina, sopracciglia ad ali di gabbiano. Sposata da quattro anni con Nicoletto Sergio, di anni 32, fisioterapista, un figlio, Andrea, di mesi 2. Vivevano in una villetta gialla a due piani, nuova, elegante, comprata subito dopo le nozze su una collina della Valpolicella. Tra le 8 e le 9 di venerdì mattina, appena finito di far colazione, il Nicoletto, forse stressato per i troppi articoli su gravidanze e bebè, s’avventò sulla moglie e la strangolò, accanto alla culla. Poi si affacciò nel lettino e con un cuscino soffocò il figlio. Percorse a piedi la strada fino alla caserma e all’agente che gli aprì la porta disse, per due volte: «G’ho copà me mojèr, g’ho copà me mojèr. E anca el butin». Tra ulivi e vigneti della collina di Gargagnago, frazione di Sant’Ambrogio in Valpolicella (Verona).